#Dipendenze3: Nuove droghe a cura di G. Di Petta e L. Camoletto


L’avventura della droga mi intriga perché scopro sempre di più come questo fenomeno è in espansione e coinvolge la nostra vita. Grazie a Gilberto Di Petta, medico psichiatra di Napoli e Lorenzo Camoletto, del Gruppo Abele vi condivido queste loro riflessioni sul fenomeno delle nuove droghe.
Le nuove droghe si inseriscono nel quadro del divertimento di massa ipertecnologico: sono potentissimi amplificatori percettivi con i quali la nostra mente può sincronizzarsi o disintegrarsi con la policromia delle luci laser o al ritmo dei tamburi elettronici. La vecchia droga, l’eroina, mieteva molti più morti. Ma era la droga dell’oblio. Avevamo i farmaci per contrastarla. Queste nuove sostanze non addormentano”. Afferma Di Petta.
“Piuttosto svegliano i ‘mostri’ che abitano le paludi del nostro inconscio: sono eccitanti, allucinogene, dissociative. Spesso sconosciute anche a noi medici. L’opinione pubblica si rammarica di morti così giovani. Ignora, purtroppo, che per due ragazze morte nel fiore degli anni, e dell’estate, centinaia di loro coetanei rimangono ‘prigionieri del viaggio’. A differenza dell’eroina, che riduceva in schiavitù e consumava il corpo fino alla fine, queste sostanze accendono la giostra della follia artificiale. Una follia chimica da cui non è garantito il ritorno”.
“Una pasticca, un acido, un funghetto, un francobollo possono rappresentare, per ignari ragazzi, un biglietto di sola andata. Non sempre le lesioni al cervello procurate da queste sostanze sono visibili, e non sempre i sintomi psichiatrici sono reversibili. Non sempre le nostre cure sono efficaci. Soprattutto perché in Italia abbiamo il Sistema della Salute Mentale (Legge 180, 1978) totalmente separato dal Sistema delle Dipendenze (Legge 162, 1990), per cui molti di questi ragazzi e delle loro famiglie finiscono nel ping-pong tra un sistema e un altro, una terra di nessuno dove diventa ancora più difficile salvarsi”.
“Ragazze e ragazzi che difficilmente metterebbero nel loro stomaco un cibo di dubbia provenienza, comprato per strada, non esitano a calarsi nel cervello una sostanza ignota.
Lorenzo Camoletto, è un formatore presso l’Università della Strada del Gruppo Abele sui temi legati ai servizi a bassa soglia ed è coordinatore del servizio Drop in con cui collaboro. Secondo la sua esperienza Ogni tre pasticche di droga vendute in Italia, una non contiene quello che il compratore pensa di assumere. Ma questo è quanto emerge anche dal lavoro congiunto della cooperativa Alice e del centro antidoping Alessandro Bertinaria, che negli ultimi 12 mesi hanno testato più di 300 campioni all’interno del progetto europeo Baonps, nato per ridurre l’impatto delle droghe sintetiche nei luoghi di consumo. “Ogni volta organizziamo un piccolo pronto soccorso con personale medico che sa come agire in caso di overdose – spiega Camoletto – poi, utilizzando un dispositivo laser portatile, diamo la possibilità ai ragazzi di verificare cosa ci sia dentro le pasticche che hanno comprato”. Lo strumento di cui parla Lorenzo è poco più grande di uno smartphone e utilizza un fascio di luce per capire quale sia la composizione di una pasticca: “Quando una persona ci porta una sostanza da analizzare, noi non la tocchiamo neanche – racconta Enrico Gerace, analista del centro antidoping Bertinaria – ma proiettiamo il nostro laser su una porzione del prodotto e nel giro di un minuto abbiamo il risultato”.
“Con questo metodo abbiamo scoperto più di 10 nuove droghe – spiega ancora Gerace – Ogni volta abbiamo allertato l’Istituto Superiore di Sanità e gli altri partner europei; così chi produce e commercia questa sostanza può essere fermato”. Tra le nuove sostanze scoperte c’è anche il metilone, una molecola che mima gli effetti dell’Mdma (il principio attivo dell’Ecstasy) ma ha un livello di tossicità maggiore e possibili effetti collaterali ancora ignoti. Le sostanze ancora legali che emulano le droghe già presenti sul mercato vengono sintetizzate per lo più nel sud-est asiatico e si riversano nel resto del mondo anche attraverso il dark web: “Adesso esiste un motore di ricerca sul deep web che si chiama Grams – racconta Camoletto – qui si possono trovare sempre nuove droghe con la descrizione delle molecole illegali che vanno a mimare”.
“Quando scopriamo che la sostanza comprata è diversa da quella che si pensava – continua sempre Camoletto – la metà delle persone rinuncia ad usarla e la butta; questo è di sicuro un altro successo del progetto. Anche negli altri casi cerchiamo di persuadere i ragazzi a non utilizzare la droga, ma se non ci riusciamo almeno li mettiamo in guardia sulle possibili interazioni e i pericoli dell’assunzione”.
Nei pronto soccorso, di notte, arrivano casi sempre più numerosi, e sempre più giovani, con quadri di agitazione con allucinazioni e deliri mai visti prima”. Aggiunge Di Petta.
“Questo solo, non da medico ma da uomo, è il pensiero che vorrei trasmettere a te, ragazza o ragazzo che ti trovi davanti all’offerta di una pillola colorata che promette un’ora di technotrance: tu, che non sei folle, sarai costretto a coabitare con la follia artificiale scatenata nel tuo cervello da una sostanza ignota e apparentemente innocente. Giorni, notti, sogni, affetti, amori, lavoro, famiglia: destinato a diventare spettatore, inerme e solo, di un drago evocato per un’ora e che divorerà invece intera la tua vita. Non potrai tornare indietro. Fermati, ti prego. Fallo per te”.

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1 Commento

  1. Avatar
    diacono Gianpiero
    Agosto 25, 2017
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    Verità così, sulla “droga”, non ne avevo mai lette prima… Voglio informarmi in modo di tenere i miei giovani studenti, almeno, meno ignavi quando mettono qualcosa in bocca… Continuate a fare formazione… VI PREGO! Pace,,,

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