La mia chiesa è la scuola


«La Chiesa “in uscita” è la comunità di discepoli missionari che prendono l’iniziativa, che si coinvolgono, che accompagnano, che fruttificano e festeggiano. “Primerear – prendere l’iniziativa”: vogliate scusarmi per questo neologismo. La comunità evangelizzatrice sperimenta che il Signore ha preso l’iniziativa, l’ha preceduta nell’amore (cfr 1 Gv 4,10), e per questo essa sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi. Vive un desiderio inesauribile di offrire misericordia, frutto dell’aver sperimentato l’infinita misericordia del Padre e la sua forza diffusiva. Osiamo un po’ di più di prendere l’iniziativa» PAPA FRANCESCO. Nel Gennaio del 2013 ho chiesto un periodo sabatico al vescovo dopo l’esperienza pastorale bella, faticosa e rivoluzionaria nel centro antico di Castellammare. Sono stato a Roma, nel collegio dei gesuiti all’Eur, “M. Massimo” insegnando religione all’infanzia, alla primaria e al liceo. L’ora di religione è un momento di «sosta», un piacevole passatempo con i bambini della materna, interessante e stimolante alle elementari ma boigottato dalla maggior parte degli alunni alle scuole medie inferiori e superiori. In questa scuola, l’Istituto “M. Massimo”, ho conosciuto una nuova figura professionale in via di sperimentazione, il counselor che oggi mi permette di interprettarlo e di stare nella scuola in maniera diversa. Per ideare una proposta personale ed efficiente di counseling secondo la mia esperienza tra i bambini e i ragazzi credo sia necessario essere parte attiva delle attività scolastiche entrando nelle classi in “compresenza” e partecipando anche alle riunioni degli insegnanti nei consigli di classe e di istituto. Il counselor può essere operativo gestendo anche le dinamiche relazionali tra gli stessi insegnanti o tra il restante personale scolastico (applicati di segreteria, addetti alla manutenzione e alla pulizia) quando diventano conflittuali o problematici. Spesso capita che certe vicende della vita personale si possono riversare, anche inconsapevolmente, sulle attività professionali e allora per prevenire e aiutare a gestirsi il counseling potrebbe essere molto efficace e strategico. Il Counsellor è a servizio della scuola per cooperare con insegnanti e genitori all’individuazione e alla risoluzione di tutte quelle problematiche e difficoltà che possono disturbare il sereno percorso scolastico dell’alunno. Può intervenire efficacemente per risolvere difficoltà di apprendimento, problemi di integrazione, episodi di bullismo, difficoltà nelle relazioni interpersonali, familiari e col corpo docente. Una volta rilevata la situazione di disagio e di difficoltà, metterà in campo le proprie competenze di facilitatore dei processi comunicativi.
Ho iniziato quest’anno a propormi nella Scuola media “Stabiae”, all’ITC “L. Sturzo” e al Liceo classico “P. Seniore”. Questa proposta è sia un’attuazione pastorale di «chiesa in uscita» dell’enciclica Evangelii Gaudium sia una risorsa che studenti, insegnanti e genitori possono sfruttare per la loro crescita. L’ obiettivo principale è la crescita dei ragazzi in un ambiente sano per avere l’opportunità di studiare e esprimersi al massimo delle loro potenzialità. Per far questo bisogna costruire relazioni sane con gli adulti e con i coetanei che abbiano caratteristiche diverse per confrontarsi continuamente. Per questo motivo non è rivolto solo a minori “ a rischio” ma anche ad alcuni ragazzi che vivono disagi più lievi per evitare di creare “ ghetti”, pregiudizi o modelli standardizzati. Inoltre intorno ai ragazzi, che sono spesso molto disorientati, c’è bisogno di creare una rete di protezione di adulti che li seguono nel loro percorso ed è di fondamentale importanza che personale docente e non docente, genitori e figli, collaborino tra loro per seguire una formazione continua e individuale che punti all’autonomia e alla soddisfazione dei loro bisogni principali.

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