Così, tutto d’un colpo


Ciao papà,
ogni anno che passa, oggi sono 16 anni, sento venir meno la tua protezione.
La tua assenza non è solo la perdita di una persona cara che ci ha dato la vita e l’ha protetta dalle sue insidie. La tua assenza è un lutto continuo, un processo che ha caratterizzato profondi cambiamenti. Se un padre è simbolo di radicamento la notizia della sua morte è un’esperienza di «brutale sradicamento». Ogni morte umana è sempre traumaticamente contronatura. Arriva troppo in anticipo, sempre troppo presto. Non esiste, infatti, un tempo giusto, naturale, per morire. La tua morte fa ancora più male perché non c’è stato un preavviso, è avvenuta di colpo. Senza darci il tempo di salutarti e abbiamo dovuto rincorrere a memoria un tuo ultimo sguardo, una tua ultima parola, o gesto o tocco….un semplice ultimo ricordo significativo.
Ogni lutto è a suo modo, sempre insufficiente poiché non esiste un lutto ideale che ci conduca al di là di chi è scomparso senza lasciare delle ferite profonde, dei resti melanconici di ciò che abbiamo perduto. Eppure il mondo continua indifferente la sua vita come se nulla fosse accaduto.
La vita del mondo, infatti, ignora le nostre morti e i nostri lutti. Procede come una infinita ripetizione di se stessa.

La morte è sempre di qualcuno mentre la volontà di vita, come si esprimeva Schopenhauer, non ha, in se stessa, alcun nome. È solo una volontà che vuole ciecamente se stessa. Gli esseri umani si staccano dal grande albero della vita come foglie insignificanti. Solo per chi ha amato chi scompare – la sua assenza irreversibile – diviene impossibile da sopportare. Allora il senso del mondo collassa e più «niente ha senso».

Come abbiamo fatto a continuare a vivere senza il tuo amore e la tua protezione? Penso alla mamma, Anna Palummo. Come ha fatto a non impazzire avendo dovuto scansare il tuo corpo in volo per non essere schiacciata per poi raccogliere la tua testa morente tra le mani. È la memoria che ci salva. Quel Memoriale della morte e risurrezione di Cristo è la speranza che non muore mai. La tua memoria papà è ciò che ci permette ancora oggi di sentirti vivo, anche e soprattutto grazie al dolore della tua assenza. Ogni lutto è un lavoro della memoria. I tuoi ricordi arrivano di colpo, senza cercarli, senza un senso. Così, all’improvviso…e benedico le notti che mi vieni in sogno!!! Spesso sono ricordi senza grande rilevanza: «ricordo il giaccone appoggiato all’attaccapanni della porta d’ingresso», «il momento in cui quella fotografia è stata scattata», la tua «risata acuta», il tuo modo di camminare o di gesticolare. I tuoi ricordi ingolfano la nostra mente e il loro ritorno provoca a volte un pianto incontenibile. Ma nessuno di essi, né, tantomeno, le nostre lacrime, hanno il potere di restituirci chi non c’è più. Non solo. Se è impossibile dimenticare è anche impossibile ricordare come vorremmo ricordare. Entrambe queste due cose costano dolore perché fuggi sempre dalla nostra presa. Non c’è ritorno possibile dal regno dei morti:

Il soggiorno dei morti è la dimora di tutti i morti: qui sono attesi sia i giusti che gli empi (Giobbe 24:19)

Tuttavia, oggi posso godere di un grande dono. L’EREDITÀ. «Io sono il figlio di mio padre, mio padre si chiamava Stanislao, mio figlio si chiama Stanislao». Posso allora, forse illudendomi, continuare ad essere portatore di eredità, porto avanti il tuo nome. È stato questo allora il senso delle mia scelta di lasciare la vita di prima? Chissà!!!!

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2 Commenti

  1. Novembre 18, 2025
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    Ciao Pasquale… tante condoglianze per Tuo Padre Stanislao…!!!
    Questa lettera, simile o diversa, è applicabile a TUTTI…! Chi non ha, o avrà a che fare con la Nascita al Cielo del Papà o della Mamma… Chi non si troverà mai con dei numeri di telefono che non farà mai più… Chi non potrà mai più avere un dialogo o un litigio con i propri GENITORI…!!! Chi…? La nostra vita è un grande mistero e le risposte SERIE sono realmente un dilemma….! … … … Antonio… Francesca… CHE IL VOSTRO RICORDO, UNITO ALLA FEDE CHE CI AVETE TRASMESSO, CI AIUTI A VIVERE ED A SOPRAVVIVERE COME E MEGLIO DI VOI STESSI…! Ciao Pasquale, e grazie per averci aiutato a riflettere…! GRAZIE…!!! AMEN…

  2. Gennaio 2, 2026
    Rispondi

    Grazie Giampiero per il tuo commento e per tutte le volte che mostri interesse per i miei scritti.

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