Vangelo del giorno: #forza nella disperazione


Giovanni 12,24-26
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Viviamo giorni tristi, giorni senza soluzioni alle guerre, alla fame, alla disperazione, ai dispiaceri, alle malattie, giorni di morte, giorni in cui ce la prendiamo anche con Dio, considerandolo colpevole anche Lui della nostra situazione. Stefania è morta a 35 anni, dopo gli ultimi 5 a combattere per Beatrice. Aveva lasciato il lavoro in cartolibreria per starle vicino e con il marito, Alessandro, provava a illuminarle la vita, da quando una mattina, dopo il bagnetto, si era accorta che qualcosa non andava. La sua bimba era troppo fragile: «Aveva 7 mesi, mentre la asciugavo le ho rotto un polso. In ospedale, alla prima lastra total-body, si sono accorti delle strane calcificazioni articolari», raccontava nel 2013. Bea aveva 3 anni e mezzo. Da allora il «mondo» si è mosso per la causa della «bambina di porcellana», rigida e delicata, dolcissima, costretta in un corpo-armatura da una malattia dovuta a una deformazione genetica che in pratica trasforma in ossa le parti molli delle articolazioni rendendo «di marmo» il piccolo scheletro. Significa che il corpicino si «pietrifica» sempre di più con il passare del tempo: il busto, gli arti, le dita, il collo. A muoversi restano soltanto gli occhi, sempre vispi, inumiditi dalle lacrime, di dolore o gioia a seconda delle emozioni, dei pensieri, dei desideri. Come quella volta che a Bea «si è illuminato lo sguardo» davanti a Papa Francesco. Lui le ha dato un bacino e una carezza, poi le ha detto «Sei bellissima».
Stefania alla compassione preferiva la forza d’animo: «La disperazione non serve per risolvere il nostro problema», ripeteva sempre.
Oggi questa storia sembra non trovare risposte di fede…ahimè non per forza è necessario. Di certo viene a scuotere le nostre coscienze. Come questa notte di buio dove sono cadute delle stelle ci fanno guardare alla vita desiderando ardentemente di trovarvi un senso.

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