I videogiochi sono sempre più simili alle slot machine



L’ultimo rapporto Caritas sul gioco d’azzardo segnala che dal 2006 sono quintuplicati gli importi scommessi dagli italiani anche se lo Stato non ha aumentato nella stessa proporzione i propri ricavi. Cos’è che spinge le persone a rovinarsi per tentare la fortuna o nella maggior parte dei casi la sfortuna, distruggendosi la vita e quella delle proprie famiglie? E cosa agisce in particolare nei più giovani, nella loro passione e dipendenza dai videogiochi, ormai sempre più simili a slot machine? Quali possono essere le conseguenze della ludopatia sul cervello degli adolescenti? Ospiti di Rosa Polacco: Maurizio Fiasco sociologo, esperto di azzardo e dipendenze. Fa parte dell’Osservatorio sul contrasto al gioco d’azzardo e alla dipendenza grave, istituto presso il ministero della Salute; Andrea Ceredani giornalista, su Avvenire ha scritto “Perché i videogiochi sono sempre più simili alle slot machine”; Barbara Volpi psicologa, psicoterapeuta, collabora con il Dipartimento di Psicologia dinamica e clinica della Sapienza  – Università di Roma, è docente al Master sul Family Home Visiting. Tra i suoi libri: “Gli adolescenti e la Rete” (Carocci 2021) e “Genitori digitali. Crescere i propri figli nell’era di Internet” (Il Mulino 2017); Rocco Pezzullo ufficio stampa Caritas Italia; Gian Antonio Stella giornalista, scrittore, voce di Prima pagina. Ieri sul Corriere della sera ha scritto “Stato «biscazziere» e sindaci anti-azzardo”.

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