#equilibrio: senza scendere a compromessi con certi personaggi


Sono tre gli italiani in concorso alla sezione parallela della Mostra di Venezia:
Il contagio di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, Dove cadono le ombre di Valentina Pedicini e L’equilibrio di Vincenzo Marra, a cui sia aggiungono negli eventi speciali La legge del numero uno di Alessandro D’Alatri,Il risoluto di Giovanni Don Francesco, I’M di Anne –Riitta Ciccone, il corto The Millionairs di Claudio Santamaria, prodotto da Gabriele Mainetti e Raccontare Venezia di Wilma Labate. A questi si aggiungono Il documentario ritrovato di Ermanno Olmi Il tentato suicidio dell’adolescenza, del 1968.
Il contagio è tratto dal romanzo di Walter Siti ed è firmato da Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, che tornano alle Giornate dopo (Et in terra Pax): è ambientato in una palazzina della borgata romana, umanità varia a metà tra tragedia e comicità. Tra loro si inserisce il professore Walter, scrittore borghese che da tempo ha un rapporto con Marcello, ex culturista dalla sesualità incerta. Nel cast Vinicio Marchioni, Anna Foglietta, Vincenzo Salemme. Dove cadono le ombre è l’opera prima di Valentina Pedicini, con Elena Cotta. Racconta il rapporto tra un’infermiera e il suo assistente in un istituto per anziani, l’ex orfanotrofio che li ha visti prigionieri nell’infanzia. “Ispirato a una, a tante storie vere”, dice l’autrice. Vincenzo Marra porta L’equilibrio, con Mimmo Borrelli. Racconta di un sacerdote campano, già missionario in Africa che torna a lavorare in Italia  e prende il posto di un parroco di quartiere che ha fatto una grande battaglia contro i rifiuti tossici: si ritroverà in una realtà durissima dove è difficile mantenere l’equilibrio.
«Con L’equilibrio ho realizzato un bisogno antico: quello di narrare i tanti interrogativi legati alla figura dei sacerdoti e proporre una riflessione intorno ai concetti di fede, impegno e cammino spirituale. Ho scelto di raccontare, con delle forti tinte, quello che definisco “percorso cristologico” e, dopo aver girato nelle periferie e seguito molti sacerdoti, ho deciso di ambientarlo in un territorio di confine come quello de la Terra dei fuochi. L’equilibrio ruota intorno allo scontro di due sacerdoti ed ognuno rappresenta una visione di come dovrebbe essere inteso quel ruolo. Gli stessi attori protagonisti, Mimmo Borrelli e Roberto Del Gaudio, a luci spente, cercavano di convincere l’altro che il personaggio che interpretavano era nel giusto. Coerentemente alla trama, ho scelto la lingua napoletana e di non puntare su volti notissimi, ma su attori alla loro prima esperienza sul grande schermo, eccezione fatta per Paolo Sassanelli che compare in un cameo. Ma al di là della trama che, spero, scateni dibattiti e riflessioni, sono anche particolarmente contento perché, da un punto di vista stilistico, ho fatto tutto il film con novanta piani sequenza ed in ogni inquadratura compare Mimmo Borrelli».
Il film (nelle sale dal 21 settembre) narra di Giuseppe, sacerdote campano già missionario in Africa che opera in una piccola diocesi di Roma. Dopo aver chiesto di essere trasferito in un paesino del Napoletano, prende il posto del parroco del quartiere, Don Antonio, un uomo dal grande carisma, in prima linea contro i sotterramenti di rifiuti tossici. I due sacerdoti finiranno per entrare irrimediabilmente in rotta di collisione.
Marra, che dichiara di non essersi ispirato a nessun altro film dedicato ai sacerdoti, cattolico convinto, una vita spesa tra Roma, Napoli e il Cile, sottolinea come il titolo del film sia frutto di una scelta ben precisa. «Cosa significa essere in “equilibrio” in una terra di confine? È giusto che certi compiti delicati siano affidati a delle persone che non dovrebbero occuparsene, laddove dovrebbero farlo altre figure istituzionali? Ma se lo Stato è assente? E si può essere in “equilibrio” senza scendere a compromessi con certi personaggi?».

 

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