Cosa succede quando fai una promessa alla santa protettrice mentre stai annegando, ma eri in preda a un attacco di sonnambulismo? È il dilemma che si trova ad affrontare Benedetto Croce (no, non il filosofo) in Ogni promessa è debito.
Benedetto Croce è proprietario di una piccola pizzeria sulla spiaggia di Bacoli, «un tipico maschio italiano, che non ha perso le fragilità dell’adolescenza». A bordo di una barca con i figli e il suo cameriere di sala, finisce sugli scogli. Disperso in mare, privo di sensi per un colpo in testa, riesce comunque a rivolgersi a Sant’Anna e a lanciare un messaggio alla radio di bordo: «Vi prego, se venite a salvarci, io faccio un voto a Sant’Anna, prometto di donare 5.557.382 euro e 60 centesimi!». Una barca raccoglie il suo appello e li soccorre.
Il problema? Lo ha fatto durante un attacco di sonnambulismo. Una volta tornato a terra sano e salvo, tutti gli chiedono conto di quel voto. Ma lui non ricorda proprio niente. «In stato cosciente non avrebbe mai fatto la scelta di regalare tanti soldi che, peraltro, non ha», racconta Salemme. E così parte la crisi di coscienza: un voto religioso fatto in stato di dormiveglia vale oppure no?
La domanda vera è: Questa commedia incentiva a giocare d’azzardo o a svelare che nel gioco perdere è matematico?
Sono un ammiratore di Vincenzo Salemme, che reputo un attore comico intelligente e capace di far ridere, provocare e lasciarti delle riflessioni profonde. Il tema dell’azzardo è una costante in molte delle sue commedie. Si parla spesso di fortuna e non di caso. Sappiamo tutti che fortuna è un’invenzione umana. Nel gioco d’azzardo è il caso che determina la vincita, e la fortuna è l’esito favorevole del caso.
Lo spettacolo è andato in onda, tra l’altro dopo il gioco dei pacchi, ahimè, una coincidenza, un caso o una strategia? Perché quello dei pacchi è ormai accertato che è una stimolazione a giocare d’azzardo come è emerso anche da un approfondimento che ha fatto più volte Striscia la notizia coinvolgendo molti esperti nel settore. Forse pochi sanno che la probabilità di fare 6 al superenalotto è 1 su 622.614.630 cioè quasi impossibile eppure chi vince c’è !!! E la maggior parte della gente è più attratta da quell’1 anziché dai 622.614.630….è drammatico. Eh si, perchè questa roba qui oggi è diventata una piaga sociale tanto che nel 2024 aspettando i dati del 2025 si sono spesi in Italia circa 157 miliardi. Soldi spesi prevalentemente da malati del gioco che come ha ben sottolineato Salemme nel titolo di questa commedia, mandano sul lastrico intere famiglie a causa dei debiti che si contraggono. Io credo che proprio perché ne parla in maniera comica e drammatica il messaggio arrivi forte e chiaro: Nel gioco d’azzardo perdere è matematico. Lo aveva chiaramente messo in scena già in fuori nevica e con Gaetano nel 2010, protagonista del film “baciato dalla fortuna”. Vincenzo Salemme utilizza il gioco d’azzardo per esplorare il lato umano, le dipendenze, i debiti e le speranze, mescolando risate e amarezza. Il gioco diventa spesso un simbolo del destino e delle scelte che facciamo, applicabile non solo alle carte, ma anche alla vita e agli affari. Io spesso uso delle clip proprio delle citate commedie per mettere in evidedenzia proprio i rischi che si celano dietro le illusioni della vincita. Ma mi rimane il forte dubbio se queste rappresentazioni siano un incentivo a giocare!!!
Anche qualche chiarimento in merito al titolo è importante sottolinearlo.
La frase “ogni debito è una promessa” (o “ogni promessa è debito”) sottolinea che mantenere gli impegni è un dovere morale e non solo, ma nel contesto del gioco d’azzardo assume sfumature particolari: i debiti di gioco sono obbligazioni naturali (non civili), quindi non si può essere citati in giudizio per farli pagare, pur restando un forte impegno morale tra giocatori
Il debito di gioco è un dovere morale e sociale (un’obbligazione naturale secondo l’art. 2034 c.c.), ma privo di rilevanza legale civile.

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