di Valerio Manisi
La questione “sgombero Askatasuna è molto semplice!

Cioè: è molto semplice per chi non è un cinghiale grugnante tipo quelli di CasaPound! Lì non c’è speranza, non c’è dibattito!
Lì c’è solo violenza ideologica o spesso fisica tutelata da un Governo che tutto e tutti sta massacrando, sgombrando e manganellando, tranne chi alimenta apologia fascista e chi occupa stabilimenti pubblici ma si palesa “nostalgico”.
Se paradossalmente Askatasuna “vanta” tra le sue fila gente violenta, estremista o pericolosa, è giusto che la legge li prenda e li metta in riga. Come gli stessi di Aska fanno bene a prendere le distanze da costoro.
Ma sgombrare come fosse un covo di fascisti dichiarati un centro sociale, equivale a sottrarre alla società un luogo che non faceva altro che ricucire pezze su questioni sociali importati lì dove Stato e Governo NON ESISTONO.
È più che noto che chi delegittima i centri sociali è quasi sicuramente un soggetto che al suo interno non c’è MAI stato.
Emancipazione culturale e luoghi di aggregazione, dibattito, confronto e accoglienza solidale aperta a tutti sono da sempre stati il terrore delle destre. Soprattutto del Fascismo! Perché è sul deserto irrazionale, sciocco, ingenuo, incolto e desueto della cazzata “Dio, patria, famiglia” che questo alito fetido oscurantista affonda le sue radici ed espande i suoi rami come fruste.
Cosa dire? Forza Askatasuna!
Finché questa Repubblica democratica fondata su una Costituzione antifascista avrà dignità e forza, organizzatevi e riaprite!
E poi ancora: organizzatevi e riaprite!
E organizzatevi e riaprite ancora!
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