#Pimonte: un raggio di sole


L’elefante, l’elefante con le ghette
se le leva se le leva e se le mette
se le mette e se le leva
per potersi divertir
 La balena, la balena poverina
sa che l’acqua sa che l’acqua le fa male
ma quando arriva il temporale
si nasconde in fondo al mare
glu glu glu glu glu
Tre topini, tre topini in bicicletta
fanno a gara fanno a gara nel cassetto
ma la pulce dispettosa
il cassetto rovesciò patapumfeté…
Due micini due micini innamorati
vanno a fare vanno a fare la serenata
alla bella addormentata che si è presa il raffreddor
etciù! etciù!
Inizia così oggi l’avventura dei più piccoli pimontesi che finalmente hanno una casetta tutta per loro. Nel piccolo paese dei monti Lattari, da pochi giorni incendiato dalle fiamme del Faito volano parole come queste: non mangia
non dorme, piange, non vuole andare all’asilo, picchia gli altri, gli altri lo picchiano, porta ancora il pannolino,
ha ancora il ciuccio, è viziato, lo viene a prendere il nonno, cosa ha mangiato
non mangia in mensa…parole che finalmente si annidano in un sogno iniziato qualche anno fa.
“Un fiore all’occhiello per il nostro paese – scrive Anna Ospizio – di 90mq che puó ospitare 15 bambuni dai 3 ai 36 mesi. Nessun pasto da fuori, cucina fatta in casa. Grazie a un finanziamento ottenuto attraverso l’ambito territoriale n.32. Sono fondi comunitari Pac (piano di azione e coesione) l importo ottenuto dall ambito é di 113mila euro Anche se il progetto prevedeva una spesa maggiore e quindi il comune di Pimonte ha dovuto investire circa 70mila euro…” C’è entusiasmo nelle parole di Anna e non solo. Per le mamme questa è una occasione di cambiamento di mentalità e di grande salto di qualità. In un paese come il nostro dove i nonni hanno ancora voglia di mettersi in gioco e di aiutare mamma e papà a “mantenere” i bimbi, nonostante tutto ci si vuole aprire alla socialità e all’efficacia del nido.
Frequentare un asilo nido nei primi mille giorni di vita, ossia da 0 a 3 anni, sembra essere un investimento sul futuro dei bambini. Sulle loro capacità cognitive, ma anche affettive e psicologiche. Purché naturalmente la struttura sia valida, accogliente, di alto livello didattico, e non come spesso accade, un baby parking. Ci sarà un’equipe educativa che sicuramente non tradirà le aspettative.
Conoscendo i principi e i valori del sindaco, Michele Palummo, che quando da ragazzi ci offriva lavoro stagionale all’albergo Sant’Angelo, ci spronava allo studio e a investire lì dove eravamo più portati. Un pioniere della cultura, o prufessor, che da sempre ha voluto lo sviluppo culturale e sociale dei pimontesi oggi inizia proprio dai più piccoli. E c’è chi per una manipolazione mediatica lo voleva fare fuori e costringerlo a dimettersi. Anche grazie alla sua amministrazione domani i nati del 2016 e del 2015 e ’14, saranno più bravi a scuola, più socievoli, più autonomi. Ma anche più capaci di concentrarsi, più creativi nel gioco, più aperti verso i compagni.
Allora questo nido da oggi rappresenta un luogo fondamentale per i bambini, oltre che salvagente per le famiglie.

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