Vangelo del giorno: Charles de Foucauld- “È necessario che io diventi migliore…”


Luca 21,29-33
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

Le parole del Signore non passano. “È necessario che io diventi migliore, mi converta, muoia, come il chicco di grano il quale, se non muore, resta solo” (lettera all’abbé Huvelin del 15 dicembre 1902). Eppure mi sembra che la lettura del testo non sia del tutto evidente e che secoli di interpretazione in senso “ascetico” ci rendano oggi difficile la comprensione dei versetti che parlano di rinuncia al proprio “io”. Molto semplicemente: oggi non sappiamo chi siamo e non possiamo, come punto di partenza, porre una negazione di noi stessi.
Tutti nella nostra vita abbiamo vissuto eventi, ricevuto dei doni, forse anche costruito e realizzato qualcosa: il regno è già vicino – o forse non ancora ma ci è chiesto di non voler trattenere per noi ciò che è anche frutto della nostra fatica. Una madre deve lasciar andare il figlio: quando nasce, quando esce di casa. Non è rinuncia, è pienezza. Viene un tempo in cui dobbiamo lasciar andare le nostre realizzazioni e forse ciò ci turba perché traevamo da esse identità e nome. Ma non è perdita, è pienezza. Vedere tutto come dono ricevuto ci sottrae al regime di “questa generazione”.
È per il dono di una parola ricevuta (quella parola che ci dice chi siamo e che ci dà una speranza) che possiamo lasciar andare i tanti attaccamenti mondani che ci abitano, che possiamo rinunciare alla paura di perdere noi stessi. Il fico è maturo e cade: anche questo è un’esperienza della grazia.
Qui e ora costruiamo il Regno dove viviamo, con semplicità, con ostinazione, con gioia. Qui e ora regalo alizziamo il sogno di Dio di un mondo in cui ci si accoglie nel rispetto delle diversità cercando insieme il senso ultimo della vita che Cristo ci hai rivelato. E l’attesa è colma della presenza e delle parole di Cristo che non passano e che diventano pane.
Gesùi comincia la sua attività dentro di me, per compiervi una ri-creazione. Tutto per me ricomincia, non sono più schiavo di logiche maligne, quelle proprie di ogni re di turno, fatte solo di potere, ricchezza, possesso, violenza. La sua luce mi fa vedere la realtà come è veramente, perché è una rivelazione, toglie il velo sulla realtà: la vita non è un gioco di potere, la realtà è ben altra: possibilità di prendersi cura, giocarsi relazioni nell’amore, nel perdono, nel ridonare luce a chi vive solo più nelle tenebre.
Gesù compie in me la ri-creazione dicendomi: Convertiti! Ovvero, cambia direzione alla strada di morte che hai intrapreso e che ti sta portando verso il nulla. Cambia mentalità, logica di esistenza, modo di pensare (questo è il più profondo significato di conversione = cambiamento di mentalità), di vedere la realtà, di giocarti le relazioni, le scelte che fai…
Cambia il sentiero di morte su cui ti sei incamminato. Accorgiti che la vita se la possiedi la perdi, se la doni ti torna moltiplicata
E questo puoi farlo perché il regno dei cieli è già qui. Ora è qui accanto a te, anzi: è dentro di te!
E cos’è questo regno di Dio? È semplicemente tutto ciò che corrisponde al tuo cuore, ciò che hai sempre desiderato nel profondo: la pace, la benevolenza, la luce, un senso, la giustizia. Ebbene, ora tutto questo è arrivato, è qui! L’amore si è fatto presenza.
Unica condizione per poterne godere? Attingerne.

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