Pasqua 2018: NON È QUI


«Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 3Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti». (Gv 20, 1-9)

Per Giovanni, la prima a recarsi nel giardino dove il suo amato è andato a riposare, è la Maddalena, la donna profondamente amata da Gesù, l’amica liberata da un male che la teneva prigioniera e riportata in vita. Vi si reca “al mattino quando era ancora buio”, ovvero quando dentro lei vi era ancora la tenebra della domanda, del dubbio ma che al contempo cominciava a risplendere la prima luce dell’alba, la consapevolezza che qualcosa doveva comunque accadere, perché l’amore è fedele, non tradisce. Non ha niente tra le mani, solo il suo amore che si ribella all’assenza di Gesù: «Amare è dire: tu non morirai!» (G. Marcel). Ma perché Maria si reca al sepolcro? «Perché si avvicinò alla tomba, pur essendo una donna, mentre ebbero paura gli uomini? Perché lei gli apparteneva e il suo cuore era presso di lui. Dove era lui, era anche il cuore di lei. Perciò non aveva paura» (Meister Eckhart).
Quante volte avrà sentito dalla bocca di Gesù questa frase: «se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv 12, 24). Ora questa donna fa propria la pazienza del contadino, sta lì sapendo che comunque vadano le cose, quel seme sboccerà. L’amore seminato è destinato sempre a portare frutto. Questa è la legge della natura e della vita.
Credere nella risurrezione significa in ultima istanza credere all’amore. Perché non risorge chi muore ma solo chi ama. (Scquizzato). Mi piace questa canzone di Mina che ben descrive quello che provava Maria: https://youtu.be/r21yAe13jlM

Sugli apostoli era piombato un macigno. Il dolore a unghiate aveva scavato il cuore. Ma loro hanno comunque fatto una scelta intelligente: stanno insieme, non si separano. Uno da solo può essere travolto, insieme invece si fa argine, insieme si può correre e arrivare più lontano e più in profondità: uscirono allora Simon Pietro e l’altro discepolo e correvano insieme tutti e due…
Dopo Maria di Magdala, a quel sepolcro giungerà per primo Giovanni, il discepolo amato. L’amore mette ali ai piedi, e possiede il primato su tutto. Arriva per primo ma sa attendere: l’amore aspetta sempre l’altro, perché altro da noi, e in quanto tale va atteso. Non si può far esperienza del Risorto da soli! È solo l’amore, in quanto capace di attenzione all’altro, che fa sperimentare la vita risorta (cfr. 1Gv 3, 14).

E cosa vede l’amore? Letteralmente il testo dice: «Teli di lino stesi là» (v. 5). Sono teli nuziali imbevuti di trenta chili di profumo! (cfr. Gv 19, 39). Il sepolcro si è trasformato in alcova. In quel sepolcro andremo ad adagiarci anche noi tutti, ma in virtù di quel giorno uno, saremo deposti su di un letto nuziale; s’incontrerà lo Sposo che proprio là ci ha preceduti e unendoci a lui avremo la vita per sempre. Dio ha conosciuto la morte perché noi cessassimo di conoscerla per sempre. La morte non è più un male, ha perso il suo lato sinistro, e si è trasformata in sorella morte (san Francesco), possibilità dell’unione con lo Sposo per essere finalmente un tutt’uno con lui, e facoltà di amare come ha amato lui. «Non è qui» dice un angelo alle donne. Che bello questo «non è qui». Lui è, ma non qui; lui è, ma va cercato fuori, altrove; è in giro per le strade, è in mezzo ai viventi; è «colui che vive», è un Dio da sorprendere nella vita. È dovunque, eccetto che fra le cose morte. (Ronchi)

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