Vince chi molla


«Proteggere i ragazzi e i giovani

 Vdal vortice del Gioco d’Azzardo»

 ince chi mol- tadini, portandolo sotto casa rio, 45 anni di Chieri, caduto la». È il mes- e nei pressi dei luoghi della 12 anni fa nel tunnel del gio- saggio che vita quotidiana; fino alla fine co che gli ha mangiato tutto. è risuonato degli anni Novanta il gioco «Frequentavo l’oratorio», ha nell’incon- d’azzardo si praticava, infat- raccontato, «conducevo una tro «Lascio ti, solo nei casinò, quattro sul vita tranquilla, tutto parte o raddop- territorio nazionale (Sanre- con la sottoscrizione di una

pio?» sulle problematiche mo, Campione d’Italia, Saint carta prepagata in tabacche-

del gioco d’azzardo, anche tra i ragazzi e i giovani, che si è tenuto giovedì 18 aprile nella Sala Sangalli di Valdoc- co a cura del Gruppo Abele, organizzato dall’associazione oratori NOI Torino con la Pastorale giovanile diocesana e l’Azione Cattolica torinese. Vi ha partecipato una platea di educatori e responsabili di oratori e gruppi giovanili della diocesi insieme ad una nutrita presenza dei semina- risti del Seminario di Torino. Nell’introdurre la serata don Stefano Votta, presidente di NOI Torino, suor Carmela Busia, coordinatrice della Pa- storale giovanile diocesana, e Matteo Massaia dell’Azione Cattolica, hanno messo al centro l’urgenza di ascoltare il grido che i ragazzi rivolgo- no indirettamente alle comu- nità educanti anche sul tema delle dipendenze da gioco d’azzardo che, come mostra- no i dati, sono in continua crescita. Da qui la volontà di mettere in moto percorsi di informazione e prevenzio- ne: «se non ora quando?». In sala era presente anche il neo presidente nazionale di NOI Associazione (Oratori) don Luca Ramello.

Si è dunque partiti da un pri- mo incontro di formazione a cura del Gruppo Abele, il cui format potrà essere portato nei prossimi mesi negli orato- ri e tra i gruppi di adolescenti e giovani.

Secondo i dati raccolti dal Gruppo Abele, circa 5 stu- denti su 20, in particolare di sesso maschile, giocano d’az- zardo in maniera problema- tica. C’è poi una fetta di ra- gazzi che si approccia al gioco

saltuariamente, circa il 50%, e poi un 30% di giocatori ‘ac- caniti’ nel calcio scommesse soprattutto, ma anche nelle sale bingo e nei giochi on line. Gli esperti del Gruppo Abele Pasquale Somma, counsellor professionista, e Francesca Corona, educatrice professio- nale, sono partiti da che cos’è il «gioco d’azzardo» e quando diventa problematico e poi patologico.

«Il gioco da ‘sociale’ diventa problematico», ha sottoline- ato l’educatrice Francesca Corona, «quando si spende una somma di denaro sem- pre maggiore, si gioca sem- pre più spesso e sempre più a lungo, perdendo il control- lo». Da lì si sfocia nel gioco patologico «in cui si gioca per rifarsi spendendo oltre le proprie possibilità; il gio- co, divenuto incontrollabile, diventa l’unico obiettivo della propria vita, si mette in di- scussione tutto, famiglia, stu- dio e lavoro; l’azzardo passo dopo passo, ma in modo repentino, logora tutto e, se si viene scoperti, si tende a negare di avere un problema con infinite menzogne».

I relatori hanno dunque

messo in evidenza come «l’aumento delle opportunità del gioco in Italia dai primi anni Duemila in poi abbia comportato un aumento progressivo del coinvolgi- mento degli italiani nel gioco d’azzardo. Di conseguenza sono aumentate, sempre di più, le persone coinvolte nell’azzardo in modo proble- matico o patologico».

Tutto parte, come è stato ri- cordato, dalle politiche dei Governi di ogni colore che, appunto, dal Duemila in avanti hanno reso sempre più accessibile l’azzardo ai cit-

Vincent e Venezia).

Le maglie del gioco di sono sempre più allargate fino all’introduzione, con il Go- verno Berlusconi nel 2009, dei video-lottery e poi del bingo. Dal 2011 il Gover- no inizia a mettere dei freni prendendo atto dei danni in- genti sulla salute che il gioco comporta. «La legge di sta- bilità del 2011», hanno ricor- dato gli esperti del Gruppo Abele, «stabilisce per la prima

volta l’esistenza di fenomeni di ludopatia conseguente a gioco compulsivo che neces- sitano la definizione di appo- site linee d’azione per la pre- venzione, il contrasto e il re- cupero». Il Piemonte si rivelò all’avanguardia, con la legge 9/2016, nel porre un argine all’insorgere delle dipenden- ze. La nuova legge del 2021, voluta dalla Giunta Cirio, ha fatto risalire, in particolare, i dati sulle persone prese in ca- rico dai servizi per le dipen- denze a quelli del resto d’I- talia. L’incontro si è concluso con la testimonianza di Ma-

ria con cui si poteva giocare onlineepoiconlafinedi una relazione importante». Così Mario inizia a giocare a poker con la carta prepagata e una notte vince. Da lì il gio- co in poco tempo inizia a mo- nopolizzare tutta la sua vita, sperpera tutto. È costretto a chiedere aiuto alla sua fami- glia che subito si attiva, ma ri- cade infinite volte. In 12 anni brucia oltre 200 mila euro. «L’unico scopo della mia vita era giocare per riprendermi quello che aveva perso in un tunnel senza via d’uscita, più volte ho pensato di farla finita». Poi l’incontro con Pa- squale Somma del Gruppo Abele a San Mauro e il cam- mino verso la riconquista del- la propria vita. Ora ne è fuori e lo racconta abbandonando anche quel senso di vergo- gna che spesso lo faceva poi ricadere. Mario è di nuovo un uomo libero e porta nelle scuole e ovunque la sua testi- monianza: «vince chi molla, non c’è altra strada».

Molto apprezzata tra i pre- senti la lettura che Pasquale Somma ha fatto del dipinto «La vocazione di San Mat- teo» di Caravaggio (conserva- to nella chiesa San Luigi dei francesi a Roma) come una tavola da gioco d’azzardo con Gesù, la luce, che chiama san Matteo e lo porta fuori su un’altra tavola, quella della salvezza. Somma, analizzan- do i vari personaggi del di- pinto, ha delineato le diverse «fasi» del giocatore: la fase vincente, la fase perdente, la fase della disperazione, la fase critica, la fase della rico- struzione e la fase di crescita.

Stefano DI LULLO su La Voce e il tempo

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