Un fiore per Moussa Balde


Dalla rosa di Santa Rita al fiore per Mousa

Ieri mattina ci siamo radunati in Corso Brunelleschi a Torino davanti al Centro di permanenza per i rimpatri, #CPR per portare un fiore a memoria di Moussa Balde, un giovane migrante che si è suicidato all’interno della struttura cinque anni fa. Abbiamo ricordato anche Hamid, un ragazzo suicida per paura di tornare nel cpr. La commemorazione ha coinvolto persone che hanno espresso solidarietà e richieste di attenzione su questioni legate alle condizioni di permanenza e ai diritti dei migranti. Il Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) di corso Brunelleschi sta ampliando la sua capacità ricettiva. Il progetto prevede un incremento dei posti letto, passando da 70 a 180, e si sta attuando in queste settimane. L’obiettivo è rendere più ampia la struttura, che già ospitava un numero inferiore di persone.

Ieri era il 22 maggio e la chiesa ci ricordava Santa Rita da Cascia. Sono passati molti fedeli durante la manifestazione con una rosa tra le mani, simbolo della santa. Pensavo la portassero a Mousa ma invece la portavano a casa per devozione. Me ne sono accorto perché mentre distribuivo un foglio che spiegava il senso del nostro essere lì, una fedele con la rosa in mano di Santa Rita, lo ha rifiutato e mi ha guardato con disprezzo.

E ci sto ancora a pensare!
Uamene

Per i santi, come la rosa di Santa Rita o il giglio di Sant’Antonio, il fiore è un segno di gloria e di ricordo eterno. Al contrario, i migranti che perdono la vita durante i viaggi spesso non hanno una tomba, un nome o un fiore lasciato da nessuno e ieri abbiamo voluto proprio portare un fiore a Mousa.

Portare un fiore significa restituire dignità a una vita umana che il mondo ha ignorato.

Diventa un gesto di “pietà universale”, dove chiunque può diventare la famiglia di chi è morto da solo.

Questo fiore posato lì non è solo un segno di lutto, ma un modo per dire che quelle morti non devono essere dimenticate.

Nel 2013, Papa Francesco ha lanciato una corona di fiori nel mare di Lampedusa. Un gesto che ha unito la tradizione cristiana del lutto al dramma dei migranti.

Cara signora devota con la rosa di Santa Rita, quel fiore che tenevi bello stretto in mano perde il suo valore se disprezzi chi ha compassione per gli innocenti. Quel fiore può diventare invece uno strumento per curare l’ingiustizia dell’oblio, trasformando l’assenza di una tomba in un ricordo collettivo.

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