Mons. Galantino non tace di fronte alla disinformazione


Mons. Galantino è intervenuto al convegno Contromafie per respingere con forza quanto espresso dal “Tavolo 13” degli Stati Generali Lotta alle Mafie tenutisi il 23-24 novembre e che aveva come tema “Mafia e Religione”. Parole che Galantino definisce “banalità scritte con una buona dose di arroganza e sicuramente sostenute da preconcetti e mancanza di conoscenze”. In particolare una “fattuale estraneità delle Chiese – o almeno della Chiesa Cattolica – a una lotta alle mafie che, essenzialmente, è condotta soltanto dalle istituzioni dello Stato”. E più avanti: “È necessario ricordare alle Chiese che non possono dichiararsi estranee alla sofferenza del loro popolo”.
“Sono parole che si commentano da sole – replica Galantino – e di fronte alle quali non ho niente da rivendicare. Anche se, a fronte di colpevoli ritardi del passato, potrei esibire storie, nomi e fatti concreti che vedono, e non da oggi, uomini e donne di Chiesa impegnati, non intorno al Tavolo 13, ma per strada mettendoci la faccia e l’impegno necessari proprio perché non si sentono “estranei” alla sofferenza del popolo”. E questo non da ora, sottolinea il vescovo, ricordando come “partecipando a questo progetto, la Chiesa italiana intende mettersi sulla scia e dare continuità all’azione di tanti uomini e donne credenti che, animati dal Vangelo, con le loro scelte quotidiane, ragionate e sofferte hanno elevato il livello di carità del nostro mondo”.
“Oggi sono 156 le esperienze di riutilizzo sociale nate e sviluppatesi in 47 diocesi su un totale di 735 realtà sociali che gestiscono beni confiscati in Italia”.

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