Prete per sempre


Maria Elefante per Famiglia Cristiana

“Santo padre mi chiamo Pasquale Somma e lei è Elisa Balestrieri, mia sposa. La piccola è nostra figlia Anna Maria. Sono stato prete per oltre 10 anni. Oggi continuo a spezzare il pane e servire la Chiesa insieme ai poveri e agli esclusi al Gruppo Abele. Ci benedica Santo Padre. Ero forestiero e mi avete accolto”. La carezza che Francesco ha donato alla piccola Anna Maria è stata la risposta che ha scaldato il cuore di Pasquale. Lui, che a papa Francesco aveva confessato anni prima i suoi ‘tormenti’, mai,avrebbe potuto immaginare, che proprio Francesco, accogliesse con la gioia di una carezza sul viso il frutto del suo ‘altro’ amore. L’occasione è stata una delle udienze in cui il Santo Padre ha accolto le famiglie, Pasquale ed Elisa, emozionatissimi, si sono presentati in abiti nuziali e come ogni momento importante Pasquale ha voluto mostrarlo a tutti, attraverso una fotografia sui suoi social. Il primo incontro di Pasquale e Elisa risale alla scuola, quando il don Pasquale entra nell’istituto scolastico che Elisa frequentava per sensibilizzare i giovani alla confessione e portare ai ragazzi la parola di Don Tonino Bello invitandoli ad essere la coscienza critica del mondo. Dopo anni si incontrano di nuovo,questa volta sul campo. Da sacerdote, Pasquale, ha sempre fatto del prossimo la sua missione, come i campi in Albania dove andava e piantava semi che si trasformavano in grandi alberi: scuole, ospedali, mense. E in città una rete di volontariato fatta dai ragazzi del quartiere tra cui Elisa. “Provavamo un meraviglioso benessere nello stare insieme ma non è stato facile ammetterlo”. L’amore, come un fiore delicato, è sbocciato improvvisamente. Ed è qui che cominciano quelli che Pasquale ha chiamato ‘tormenti’. “La mia non è mai stata una crisi vocazionale, il mio amore per Gesù non è cambiato ma si è aggiunto quello per Elisa e poi per la mia bambina”. La scelta di Pasquale ed Elisa è maturata dopo molti mesi e dopo sei anni è arrivato anche il fatidico ‘Sì’. “Voi siete due. Due persone che si amano e che hanno deciso di continuare quella missione evangelica accogliendo le persone più fragili, voi siete una coppia come quelle formate dai 72 discepoli che Gesù decide di mandare a due a due. Perché è il noi che vince”. A scandire la promessa d’amore è stato don Luigi Ciotti. È stato lui ad accogliere la coppia. Dopo la decisione di abbandonare il ministero del sacerdozio Pasquale ed Elisa hanno deciso di trasferirsi al Nord. Hanno lasciato Castellammare di Stabia, la città in provincia di Napoli dove Pasquale era prete ed Elisa una studentessa. “La fede mi ha guidato in tutte le scelte – racconta Pasquale – come quella verso il Gruppo Abele dove io ed Elisa abbiamo scelto di vivere in pienezza”. La coppia con la loro bambina di quasi 5 anni abita all’interno della comunità che accoglie gli ultimi dove Pasquale ed Elisa non solo lavorano (come counselor e supporto educativo ai servizi sociali) ma concretizzano la propria scelta di vita. “Oggi il mio percorso è cambiato ma continua ad essere la strada a orientarmi. La chiesa in uscita dovrebbe farsi orientare dalla strada” spiega Pasquale che alle prese con un bilancio come uomo e come prete fa fatica a distinguere le due dimensioni: “Oggi che vivo un’esperienza sacerdotale più piena attraverso il sacerdozio battesimale, non vestirei di nuovo i panni di un prete come impone la chiesa ma con una chiesa in uscita sì. Quella povera per i poveri a cui sono fiero di appartenere in cui Francesco non parla del Vangelo ma lo vive”. Pasquale oggi racconta in maniera libera la storia della sua famiglia. “Oggi sento di vivere in pienezza quella che è la chiesa in uscita”. Ed è così che Gesù è entrato nello stato di famiglia di Pasquale, Elisa ed Anna Maria Somma.

RICORDO DEGLI INCONTRI E DELL’UDIENZA DAL PAPA : 

“L’ultima volta che mi ero recato da papa Francesco indossavo il colletto bianco e la camicia grigia, abiti con cui ogni giorno avevo affrontato la vita. Di quell’incontro ricordo bene la sensazione quasi surreale. Ero sempre io davanti a Lui ma questa volta ero lì a presentargli una diversa felicità. Lui ha ascoltato la nostra storia con attenzione e con gli occhi lucidi, ci ha guardato con dolcezza e amorevolezza. Poi mi ha sorriso e non ha detto niente. Quando gli ho detto che ero con don Luigi Ciotti ha replicato ridacchiando: è un ‘santo delinquente’. Poi mi ha chiesto se avessi conosciuto il Vescovo di Torino Monsignor Repole e ha commentato: ‘è un bravo ragazzo.…come te. Anche tu sei un bravo ragazzo’”.

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1 Commento

  1. Gianpiero diacono Fiore
    Agosto 28, 2022
    Rispondi

    Grande Pasquale………………..

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